Il parlamento francese sta preparando una nuova legge sulle criptovalute: creare una riserva nazionale di bitcoin, con l'obiettivo di acquistare il 2% dell'offerta globale.
Secondo il disegno di legge proposto, la Francia mira ad acquistare il 2% dell'offerta totale di bitcoin, circa 420.000 bitcoin, nei prossimi sette-otto anni.
Secondo il disegno di legge proposto, la Francia mira ad acquistare il 2% dell’offerta totale di bitcoin nei prossimi sette-otto anni, pari a circa 420.000 bitcoin.
Autore: Li Jia
Fonte: Wallstreetcn
Il settore delle criptovalute in Francia registra un importante progresso: un disegno di legge di supporto è stato presentato al Parlamento francese.
Il 29 ottobre, secondo quanto riportato dai media, il disegno di legge è stato presentato dal partito UDR guidato dal deputato Éric Ciotti. La proposta sostiene la creazione di una riserva strategica nazionale di bitcoin, attribuendo a quest’ultimo lo status di “oro digitale” per rafforzare la sovranità finanziaria.
Secondo quanto riferito dal giornalista Gregory Raymond, il disegno di legge prevede che la Francia acquisti il 2% dell’offerta totale di bitcoin nei prossimi sette-otto anni, pari a circa 420.000 bitcoin. Inoltre, il disegno di legge prevede la creazione di un ente pubblico dedicato alla gestione di questa riserva, con una struttura simile a quella attualmente utilizzata per la gestione delle riserve d’oro e di valuta estera della Francia.
Il disegno di legge propone inoltre di utilizzare l’energia nucleare e idroelettrica in eccesso per il mining pubblico di bitcoin e di consentire ai cittadini di pagare parte delle tasse in bitcoin.
Obiettivi e fonti di finanziamento
Per costituire la riserva di bitcoin, il disegno di legge prevede fonti di finanziamento diversificate.
Innanzitutto, il disegno di legge suggerisce di utilizzare l’energia nucleare e idroelettrica in eccesso della Francia per le attività pubbliche di mining di bitcoin. Questa proposta segue la linea di un’iniziativa presentata lo scorso luglio, che mirava a trasformare l’energia elettrica in eccesso in valore economico tramite il mining di bitcoin, al fine di risolvere il problema delle “perdite economiche ed energetiche inaccettabili” dovute alla vendita sottocosto dell’energia prodotta in eccesso.
In secondo luogo, il disegno di legge consente di trattenere le criptovalute confiscate durante procedimenti legali e di includerle nelle riserve nazionali.
Infine, la proposta prevede che un quarto dei fondi raccolti tramite i popolari piani di risparmio, come Livret A e LDDS, venga destinato all’acquisto quotidiano di bitcoin, per un importo di circa 15 milioni di euro al giorno.
Incentivi per il mining e partecipazione istituzionale
Per sostenere lo sviluppo delle criptovalute, il disegno di legge menziona anche una serie di politiche di accompagnamento. Tra queste, l’adeguamento della tassazione sull’energia per il mining di criptovalute tramite una tassa progressiva sui consumi e tariffe elettriche flessibili per i data center.
Inoltre, il disegno di legge incoraggia gli investitori istituzionali a utilizzare bitcoin e altri asset digitali tramite Exchange Traded Notes (ETN). La proposta invita anche a rivedere le regole di vigilanza prudenziale europee, che attualmente impongono un elevato coefficiente di rischio su alcuni asset digitali, limitando così l’uso delle criptovalute come garanzia per i “Lombard loans”.
Tuttavia, il disegno di legge si trova ad affrontare sfide significative. Secondo quanto riportato da Gregory Raymond, l’UDR detiene solo 16 dei 577 seggi dell’Assemblea Nazionale.
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