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Microsoft si pente della scommessa su "Nuvole Nuove", rafforza la revisione ed esce da alcuni progetti di data center

Microsoft si pente della scommessa su "Nuvole Nuove", rafforza la revisione ed esce da alcuni progetti di data center

华尔街见闻华尔街见闻2026/11/06 03:02
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Per:华尔街见闻

Microsoft sta rafforzando il controllo sui partner di calcolo "cloud emergente", abbandonando progetti ad alto rischio e sospendendo la firma di nuovi accordi. In precedenza Microsoft aveva promesso oltre 80 miliardi di dollari in totale a partner come Nscale, Nebius, CoreWeave e IREN, ma i rapporti di collaborazione sono diventati tesi a causa di ritardi nella consegna dei data center, problemi di cablaggio e pressioni normative. Dopo la diffusione della notizia, i prezzi delle azioni di IREN e Nebius sono scesi di oltre il 20%.

Microsoft sta riconsiderando le sue scommesse strategiche nel settore della “nuvola nuova”. Di fronte a ritardi nei progetti dei data center, ostacoli regolatori e costi elevati, il colosso tecnologico ha iniziato a stringere il controllo sui partner di calcolo di terze parti e mostra evidente riluttanza nel proseguire con l’espansione di tali collaborazioni.

Secondo quanto riferito da Bloomberg il 5 novembre, citando fonti informate, Microsoft sta rafforzando la supervisione su alcuni progetti di data center di Nebius, IREN e Nscale, abbandonando quelli ritenuti ad alto rischio, e sta valutando internamente se continuare a firmare nuovi accordi relativi alla nuova nuvola.

Un segnale di questo cambiamento era già emerso nell’ultima conference call sui risultati finanziari di Microsoft, durante la quale la CFO Amy Hood ha pubblicamente citato per tre volte come i ritardi nelle consegne dei partner esterni di calcolo stiano causando scompensi nei piani di spesa dell’azienda.

In precedenza, l’impegno complessivo di Microsoft nel settore della nuova nuvola era considerevole: fino a 43,8 miliardi di dollari impegnati su Nscale, 19,4 miliardi su Nebius, oltre 10 miliardi su CoreWeave e circa 9,7 miliardi su IREN.

Tali sviluppi hanno avuto un impatto significativo sull’industria della nuova nuvola. Dopo la pubblicazione della notizia, le azioni di IREN e Nebius sono entrambe scese fino al 20%. Secondo lo studio effettuato dall’istituto di ricerca Gartner, entro la fine del 2030 l’80% dei fornitori di nuova nuvola potrebbe essere soggetto a consolidamento o chiusura.

Microsoft si pente della scommessa su

Problemi nei progetti, IREN al centro dell’attenzione come rischio potenziale

Secondo quanto riportato, uno dei problemi emersi recentemente riguarda un guasto nel cablaggio del progetto di sviluppo di IREN in Texas. I server dei data center dipendono da reti di fibra ottica complesse e problemi di cablaggio possono influire direttamente sui tempi di consegna complessivi.

Nell’aprile di quest’anno, nello stesso parco si era verificato un incendio a un generatore; inoltre, ad agosto, IREN ha reso noto che vi erano stati ritardi nelle consegne delle apparecchiature locali, con i problemi che si sono accumulati nel tempo.

Secondo fonti informate, IREN e il management di Microsoft hanno tenuto un incontro la settimana scorsa raggiungendo un accordo su un calendario rivisto, che potrebbe comportare un rinvio della conclusione dei lavori di settimane o addirittura mesi.

IREN ha rifiutato di commentare la questione. Microsoft ha dichiarato che gestisce le relazioni con i partner infrastrutturali “in base alle esigenze proprie e dei clienti”, monitorando lo stato delle consegne e adattando i piani in base alle circostanze. Ha inoltre definito queste misure come “prassi normale e responsabile nella gestione di grandi e complessi progetti infrastrutturali”.

Microsoft rafforza la supervisione in loco ed esce dai progetti

Di fronte all’incertezza nelle consegne, Microsoft sta adottando due strade parallele.

Da un lato, l’azienda invia sempre più dipendenti a monitorare direttamente i progetti sul posto. Secondo le fonti, negli ultimi mesi Microsoft ha inviato personale ai progetti Nebius in New Jersey e ai progetti Nscale e IREN in Texas, per garantire che le strutture vengano costruite secondo le specifiche Microsoft e che siano conformi ai requisiti normativi.

Dall’altro, Microsoft ha iniziato volontariamente a uscire dai progetti considerati non più praticabili. WallStreet Visione riporta che Microsoft si è ritirata da diversi progetti di Nscale, rifiutando di espandere la collaborazione in Texas, e la relativa capacità di calcolo è stata successivamente assegnata a Figure AI. Inoltre, Microsoft ha ritirato una lettera di intenti e non prevede più di affittare 1,35 GW di potenza presso Nscale nel West Virginia.

Nscale ha subito così un doppio colpo. Secondo il Financial Times britannico, Microsoft ha annullato all’inizio dell’anno un accordo di locazione da circa 3 miliardi di dollari con il data center di Nscale a Essex, nel Regno Unito. Nel primo semestre l’azienda ha registrato una perdita netta di un miliardo di dollari, con ricavi che si sono fermati a soli 141 milioni, nonostante l’ammontare complessivo dei contratti in portafoglio raggiunga ancora i 103 miliardi di dollari.

Nscale stava preparando un’IPO con una valutazione fino a 35 miliardi di dollari; tra i membri del consiglio d’amministrazione figuravano ex dirigenti Meta come Sheryl Sandberg e l’ex vice premier britannico Sir Nick Clegg, ma la perdita consecutiva di commesse mette nuova pressione sui piani di quotazione.

Aumentano le pressioni di settore e i rischi normativi

Per il settore della nuova nuvola, anche il contesto esterno si sta facendo più difficile.

Questa settimana, più candidati governatori democratici sono stati eletti e tutti hanno inserito tra i punti chiave delle loro campagne il rafforzamento della regolamentazione sui data center. In particolare, la futura governatrice del Texas Gina Hinojosa ha chiesto la sospensione immediata dello sviluppo dei data center fino all’introduzione di un sistema di regolamentazione migliore, mettendo così a rischio le sedi operative chiave di molte società della nuova nuvola.

Musk aveva espresso una valutazione pessimistica del settore, affermando che molte società di nuova nuvola rischiano di essere “spazzate via come piccoli pesci” per l’incapacità di raccogliere i fondi necessari per restare operative. La previsione di Gartner è ancora più chiara: entro la fine del 2030, l’80% degli operatori del settore potrebbe essere consolidato o chiudere.

All’interno di Microsoft, i dubbi sulla strategia di nuova nuvola si rincorrono da tempo. I dirigenti temono che esternalizzare parte delle attività possa favorire la crescita di potenziali concorrenti e, considerando che le società di nuova nuvola hanno esperienza limitata nella costruzione e nella gestione di data center, questo comporti costi e rischi esecutivi maggiori per Microsoft.

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